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DL SOSTEGNI BIS
Proroga credito imposta locazioni non abitative
Mutui giovani per acquisto prima casa
Misure accesso al credito e liquidità delle imprese
PREMESSE
Il 25 maggio 2021 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto “Decreto Sostegni Bis” (DL 25 maggio 2021 n. 73 “Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”). La norma, entrata in vigore il 26 maggio 2021, contiene diversi articoli di interesse generale per le imprese, soprattutto per quanto concerne l’accesso al credito e la liquidità. In merito ai temi connessi all’ambito immobiliare, di seguito si riporta in dettaglio quanto concerne la proroga del credito di imposta per le locazioni non abitative e le misure dedicate ai giovani per l’acquisto prima casa tramite mutuo.
Si segnalano comunque anche in seguenti temi di possibile interesse:
✓ il nuovo contributo a fondo perduto per le attività economiche penalizzate dalle chiusure anti-Covid;
✓ le agevolazioni TARI;
✓ le misure urgenti a sostegno del settore turistico, delle attività economiche e commerciali nelle Città d’Arte;
✓ il bonus alberghi;
✓ la proroga al 30 giugno 2021 del termine di sospensione dell’attività dell’Agente della riscossione;
✓ il nuovo credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione, al fine di favorire l’adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione del Covid-19.
ART. 4. Estensione e proroga del credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda
La proroga viene estesa fino al 31 luglio 2021. Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 15 milioni di euro nel secondo periodo d’imposta antecedente a quello di entrata in vigore del presente decreto, nonché agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, il credito d’imposta spetta in relazione ai canoni versati con riferimento a ciascuno dei mesi da gennaio 2021 a maggio 2021 (locazione di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale o artigianale e dei canoni per affitto d’azienda).
Ai soggetti locatari esercenti attività economica, il credito d’imposta spetta a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo compreso tra il 1° aprile 2020 e il 31 marzo 2021 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo compreso tra il 1° aprile 2019 e il 31 marzo 2020.
Il credito d’imposta spetta anche in assenza dei requisiti di cui al periodo precedente ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019.
In particolare, il suddetto credito d’imposta spetta:
✓ alle imprese turistico-ricettive, alle agenzie di viaggio e ai tour operator nella misura del 60% del canone relativo alla locazione di immobili a uso non abitativo e del 50% dei canoni per affitto d’azienda, indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente; tale credito d’imposta è stato prorogato da aprile 2021 al 31 luglio 2021;
✓ agli esercenti attività d’impresa, arte o professione con ricavi o compensi 2019 non superiori a 10 milioni di euro, nonché agli enti non commerciali (inclusi quelli del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti) nella misura del 60% del canone mensile per la locazione di immobili a uso non abitativo e del 30% dei canoni per affitto d’azienda in relazione ai canoni versati per ciascuno dei mesi da gennaio 2021 a maggio 2021.
Le suddette disposizioni si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione Europea del 19 marzo 2020 “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID19”, e successive modifiche.
ART. 64. Misure in favore dell’acquisto della casa di abitazione ed in materia di prevenzione e contrasto al disagio giovanile
L’art. 64 si riferisce a misure temporali dedicate ai giovani under 36 per l’acquisto della casa di abitazione, a patto che si verifichino determinate condizioni.
La norma prevede la concessione, da parte dello Stato, di mutui garantiti, fino alla copertura dell’80% dell’ammontare richiesto, oltre ad agevolazioni sulle imposte indirette. I destinatari non devono avere ancora compiuto il 36esimo anno di età nell’anno di stipula del contratto.
Il Fondo di garanzia per la prima casa, per la concessione di garanzie a prima richiesta su mutui ipotecari accesi per l’acquisto dell’abitazione principale, prevedeva fino ad ora il rilascio della garanzia nella misura massima del 50% della quota capitale del medesimo: il nuovo DL porta la misura fino all’80% della quota capitale per giovani che non hanno compiuto 36 anni di età e che siano titolari di un rapporto di lavoro atipico (art. 1 della legge 28 giugno 2012, n. 92 “Disposizioni generali, tipologie contrattuali e disciplina in tema di flessibilità in uscita e tutele del lavoratore”).
La norma prevede l’estensione della misura massima della garanzia concedibile dal Fondo fino all’80% della quota capitale relativamente alle richieste presentate dal trentesimo giorno a decorrere dal 26 maggio 2021 (data di entrata in vigore del decreto) fino al 30 giugno 2022.
I mutuatari devono avere un valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) che non superi i 40.000 euro annui.
Molto importante l’introduzione della esenzione dall’imposta di registro e dalle imposte ipotecaria e catastale, sempre con riferimento ai soggetti di cui sopra (e cioè che non hanno ancora compiuto 36 anni di età nell’anno in cui viene stipulato il rogito e che hanno un valore ISEE non superiore a 40.000 euro annui): gli acquisti di abitazione che usufruiscono della agevolazione fiscale “prima casa” (quindi con esclusione di immobili accatastati nelle categorie A1 – Abitazioni di tipo signorile, A8 – Abitazioni in ville e A9 – Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici) e quelli di nuda proprietà, di usufrutto, dell’uso e dell’abitazione relativi alle stesse sono esenti dall’imposta di registro e dalle imposte ipotecaria e castale.
In caso di acquisto di abitazione soggetta all’imposta sul valore aggiunto, sempre da parte dei soggetti di cui sopra e con le medesime limitazioni (quindi con esclusione di immobili di categoria catastale A1, A8 e A9), è riconosciuto un credito di imposta sull’IVA corrisposta per l’acquisto che può essere portato in diminuzione dalle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni dovute sugli atti e sulle denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito,
ovvero che può essere utilizzato in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base alla dichiarazione da presentare successivamente alla data dell’acquisto; può altresì essere utilizzato in compensazione ai sensi del d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241. Non dà luogo a rimborsi.
L’attribuzione di un credito di ammontare pari all’IVA corrisposta per l’acquisto della prima casa costituisce una novità assoluta e straordinaria in quanto riservata ai soli giovani acquirenti di prima casa al verificarsi delle condizioni sopra descritte ed è applicabile alle condizioni sotto specificate anche in assenza di un riacquisto di altro immobile con le medesime agevolazioni prima casa.
L’importo del credito d’imposta è commisurato all’ammontare dell’imposta di registro o dell’IVA corrisposta in relazione al primo acquisto agevolato e, in ogni caso, non può essere superiore alla imposta di registro o all’IVA corrisposta in relazione al secondo acquisto; il credito, pertanto, ammonta al minore degli importi dei tributi applicati.
Con riferimento all’imposta di registro, relativa sia al primo che al secondo acquisto agevolato, occorre considerare l’imposta principale ma anche l’eventuale imposta suppletiva e complementare di maggior valore, mentre per l’IVA occorre fare riferimento all’imposta indicata nella fattura relativa all’acquisto dell’immobile alienato e agli importi indicati nelle fatture relative al pagamento di acconti, che andranno consegnate al notaio rogante unitamente alla copia dell’atto provvisto degli estremi della registrazione.
I finanziamenti erogati per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di immobili ad uso abitativo, sempre con riferimento ai soggetti di cui sopra, sono esenti dall’imposta sostitutiva delle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali e delle tasse sulle concessioni governative.
In caso di insussistenza delle condizioni e dei requisiti per beneficiare delle agevolazioni o di decadenza delle agevolazioni oggetto del presente DL, per il recupero delle imposte dovute e per la determinazione delle sanzioni e degli interessi si applicano le relative disposizioni previste dalla nota II bis all’articolo 1, della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, n. 131 e dall’articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 (“Disciplina delle agevolazioni tributarie”).
Milano, 27 maggio 2021

FIMAA – MILANO LODI MONZA BRIANZA

 

 

 

TALIAOGGI – NUMERO 151   PAG. 41  DEL 28/06/2019

SOLOFISCO

Bonus riqualificazione ampio

Il bonus di riqualificazione energetico comprende l’immobile ricostruito, anche se più piccolo del precedente. Lo stesso vale per il rifacimento tetto condominiale a spese di uno solo dei condomini (proprietari

di Giulia Provino

Il bonus di riqualificazione energetico comprende l’immobile ricostruito, anche se più piccolo del precedente. Lo stesso vale per il rifacimento del tetto condominiale a spese di uno solo dei condomini (proprietari). Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate nelle risposte n. 210 e 213, pubblicate ieri, sull’applicabilità della detrazione fiscale per il risparmio energetico derivante dalla ristrutturazione di un edificio.

Il contribuente, nel caso di un intervento di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e successiva ricostruzione, che ha prodotto un edificio con sagoma diversa e volumetria inferiore rispetto all’immobile preesistente, potrà beneficiare della detrazione delle spese sostenute per la riqualificazione energetica, sempreché siano pienamente rispettati i limiti di efficienza e trasmittanza energetica imposti dalla normativa in materia.

Tuttavia, ciò non vale nel caso in cui l’intervento in questione sia riferito ad un immobile non sottoposto ai vincoli previsti dal dlgs n. 42 del 2004 (Codice dei beni culturali e paesaggio) dove, per definirsi ristrutturazione edilizia ed accedere all’agevolazione fiscale, l’intervento deve rispettare il requisito della “medesima sagoma dell’edificio preesistente”.

Per gli interventi di rifacimento del tetto condominiale, il contribuente, che da solo ha sostenuto le spese, ha diritto alla detrazione per il totale delle spese sostenute, anche eccedenti rispetto a quelle a lui imputabili in base ai millesimi di proprietà, comunque entro il limite massimo di 60mila euro (articolo 1, comma 345, legge 296/2006). Il condomino, per i lavori delle aree comuni, infatti, può sfruttare interamente il limite di detrazione previsto per la propria unità immobiliare, ma non può avvalersi dei limiti attribuibili ad altre unità immobiliari del medesimo condominio.

Inoltre, in presenza di una convenzione stipulata in forma scritta tra tutti i condomini, che attribuisce al condomino la possibilità di sostenere le spese di rifacimento del tetto, permette allo stesso di poter cedere la detrazione sulla spesa sostenuta per l’esecuzione dei lavori.

Compenso Ctu. Obbligo di fattura elettronica, ai fini Iva, anche ai compensi derivanti dall’attività di consulente tecnico d’ufficio (Ctu). Il reddito derivante dall’attività di Ctu resa nell’ambito di un giudizio civile, se è svolta con carattere di abitualità da parte del professionista, infatti, dovrà essere assoggettato al regime del reddito di lavoro autonomo, di cui all’articolo 53, comma 1, del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir). È la risposta dell’Agenzia delle entrate n. 211, pubblicata ieri.

Con riferimento alla ritenuta d’acconto Irpef, essa dovrà essere versata all’Erario, non dall’Amministrazione della giustizia, ma dalla parte soccombente, titolare passivo del rapporto di debito nei confronti del consulente ed esposta all’obbligo di sopportare l’onere economico, ricompresa tra i soggetti che rivestono la qualifica di sostituto d’imposta, dovuta in caso di corresponsione di compensi costituenti per il percipiente reddito di lavoro autonomo (articolo 25, comma 1, dpr n. 600 del 1973).

Qualora, invece, la parte soccombente non rivestisse la qualifica di sostituto d’imposta, la ritenuta d’acconto Irpef non dovrà essere operata e, dunque, non dovrà essere evidenziata in fattura dal consulente.

Avviso «Smart cities and Communities and Social Innovation». I «contributi in natura», erogati dal Miur nell’ambito dell’Avviso «Smart cities and Communities and Social Innovation», si configurano come misure finalizzate a sostenere l’attività di ricerca imponibili ai fini Irpef quali redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate nella risposta n. 214 di ieri.

Secondo l’Agenzia, la rilevanza fiscale di tali somme è, infatti, da ravvisarsi nelle finalità e nell’oggetto di attività di ricerca, che induce a ricondurre tali contributi, anche se erogati sotto forma di rimborso spese, tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

In relazione alla ritenuta sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, le ritenute alla fonte sui «contributi in natura» devono essere riscosse mediante versamento diretto e devono essere versate entro il giorno sedici del mese successivo a quello in cui le ritenute sono state operate.

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ACQUIRENTI DI IMMOBILI DA COSTRUIRE

Più garanzie in favore degli acquirenti di immobili da costruire. Lo ha previsto il Decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14 recante “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155” pubblicato sul S.O. n. 6 alla Gazzetta Ufficiale 14/02/2019, n. 38 con il quale è stata modificata la disciplina contenuta nel decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122 recante “Disposizioni per la tutela dei diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili da costruire, a norma della legge 2 agosto 2004, n. 210“.

Entrando nel dettaglio, gli articoli 385, 386, 387, 388 e 389 del D.Lgs. n. 14/2019 vanno a modificare puntualmente alcuni articoli del D. Lgs. 122/2005 che nel corso di questi anni non aveva mai subito modifiche, con un rafforzamento del sistema di garanzie per gli acquirenti di immobili da costruire.

La nuova disciplina è stata analizzata dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) che in una nota hanno sintetizzato le principali novità, ovvero:

  • La fideiussione a garanzia degli acconti potrà essere rilasciata solo da banche e assicurazioni. Ai soggetti abilitati sono stati eliminati gli intermediari finanziari.
  • La fideiussione (bancaria o assicurativa) potrà essere escussa anche in caso di inadempimento dell’obbligo da parte del costruttore di rilasciare la polizza postuma decennale; in particolare ciò si verifica se il notaio dichiari di non aver ricevuto per la data del rogito la polizza assicurativa che dovrà essere conformeal modello standard approvato con successivo e apposito DM.
  • Il contratto preliminare di compravendita (o atto equipollente) avente ad oggetto un immobile da costruire dovrà essere stipulato per atto pubblico o scrittura privata autenticata. Ciò comporterà di conseguenza anche la necessità di procedere, oltre che alla consueta registrazione presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, anche alla trascrizione presso la conservatoria immobiliare.
  • Nel contratto preliminare oltre all’indicazione degli estremi della fideiussione (obbligo già adesso previsto) dovrà essere attestata la sua conformità al modello standard che sarà definito con successivo e apposito DM. In via transitoria nelle more dell’adozione del DM il contenuto della fideiussione è determinato dalle parti.
  • Nell’atto di trasferimento della proprietà dovranno essere indicati gli estremi della polizza assicurativa postuma decennale e si dovrà dare atto della suaconformità al modello standard che sarà definito con successivo e apposito DM. In via transitoria il contenuto della polizza assicurativa è determinato dalle parti.
  • Il mancato rilascio, all’atto del trasferimento della proprietà, della polizza postuma decennale sarà causa di nullità del contratto di compravendita. La nullità può essere fatta però valere solo dall’acquirente (analogamente a quanto ora già previsto in caso di mancato rilascio della fideiussione).
  • Con decreto del Ministro della Giustizia da adottarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, di concerto con il ministro dell’Economia e Finanze sarà definito un modello standard di fideiussione.
  • Con decreto del Ministro dello sviluppo economico da adottarsi entro 90 giornidalla data di entrata in vigore del decreto, di concerto con il ministro della Giustizia e con il Ministero dell’Economia e Finanze saranno definiti il contenuto e le caratteristiche minime della polizza assicurativa e il relativo modello standard della stessa.
  • Le modifiche apportate si applicheranno ai contratti aventi ad oggetto immobili da costruire per i quali il titolo abilitativo edilizio sia stato richiesto o presentato (nel caso di scia) successivamente alla data di entrata in vigore del D.Lgs (quindi dal 16 marzo 2019). (FONTE: www.lavoripubblici.it )

Per approfondimenti: https://www.notariato.it/sites/default/files/Le_guide_per_il_cittadino_Acquisto_in_costruzione_set_14.pdf